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Giuseppe De Santis

Il brano che segue è di Marco Grossi ed è ripreso integralmente dal sito web: http://www.assodesantis.it
© ASSODESANTIS Associazione Giuseppe De Santis

Giuseppe De Santis, uno dei padri fondatori del Neorealismo cinematografico, nasce a Fondi (LT) l'11 febbraio del 1917. Il padre, geometra, lo iscrive a Roma al collegio San Leone Magno, allora in via Montebello, nei pressi della Stazione Termini. E a Roma, qualche anno più tardi, si trasferirà tutta la famiglia. Ma a Fondi torna durante i periodi di vacanza ed ha modo, adolescente, di frequentare le botteghe artigiane ed i Saloni dei barbieri, a quel tempo luoghi di aggregazione. Allo stesso tempo radicandosi nella cultura contadina ciociara che, con gli anni, verrà interiorizzata e sentita "come luogo dell'anima [...] che ricorda una natura primitiva e segnata da antichi conflitti, cose e accadimenti immersi in una luce favolosa e mitologica, personaggi dalle passioni elementari in lotta contro un'antichissima inerzia della Storia.

E anche come "radici", come memoria storica, appunto; nelle cui pieghe è necessario addentrarsi per poter rinvenire, insieme ai modelli di comportamento, alle ritualità, ai valori della propria gente, anche il mistero della propria identità". Proprio a Fondi conobbe Libero de Libero, che agì da guida e stimolo intellettuale per un gruppetto di giovani assetati di conoscenza. Oltre a De Santis c'erano Domenico Purificato, Dante Di Sarra, Guido Ruggiero, Pietro Ingrao (che era della vicina Lenola); nomi che negli anni acquisteranno un peso notevole nel mondo della cultura e della politica.

LETTERATURA E "CINEMA"
Queste amicizie, intessute negli anni del Liceo (il "Giulio Cesare"), si infoltiranno a Roma durante l'Università, sempre con de Libero come punto di riferimento. "Lettere e Filosofia" fu una scelta quasi obbligata, per l'amore che De Santis nutriva verso la letteratura - tra cui quella americana, assorbita attraverso le traduzioni di Pavese - sia letta che scritta (stava rivelando, con i suoi primi racconti, buone doti di scrittore). Ma la laurea rimase lontana.

Il giovane De Santis era "distratto" da tutto ciò che gli ruotava intorno ed aveva fame di una cultura non conformista, non schematica, frutto di scelte individuali o di gruppo. Tra i giovani intellettuali con i quali frequentava i salotti letterari c'erano anche i figli dello scrittore Mario Puccini. Fu proprio Gianni Puccini, insieme a Francesco Pasinetti, a proporgli (era il 1940) di collaborare come critico cinematografico alla rivista "Cinema" - diretta dal figlio del duce, Vittorio Mussolini - in sostituzione di Peppe Isani. Accettò, ma con titubanza, per il timore che l'attività critica potesse fossilizzare la sua fantasia. In poco tempo Peppe (come viene chiamato dagli amici) si fece apprezzare per lo stile diretto, sanguigno e vivace, la vena polemica e provocatoria, la capacità di rompere gli schemi, di proporre.

Grazie a queste caratteristiche De Santis diventò uno dei più validi critici di quegli anni, contribuendo ad ideare un cinema della realtà in contrasto con l'asfittico cinema di regime, e con i "formalisti", accusati di privilegiare - a suo dire - "un assoluto dominio della decorazione". Il modello letterario era soprattutto Verga, in nome di una veridicità di luoghi, situazioni e psicologie che al cinema di allora mancava; Vidor, Griffith, Stroheim, Chaplin, Ejzenstejn, Renoir erano considerati i modelli cinematografici. "Ma come altrimenti sarebbe possibile intendere e interpretare l'uomo, se lo si isola dagli elementi nei quali ogni giorno egli vive, con i quali ogni giorno comunica, siano essi ora le mura della sua casa - che dovranno recare i segni delle sue mani, del suo gusto, della sua natura in maniera inequivocabile -; ora le strade della città dove egli si incontra con gli altri uomini -e tale incontrarsi non dovrà essere occasionale ma sottolineato dai caratteri speciali che un simile atto porta con sé [...] , ora il suo inoltrarsi timoroso, il suo confondersi nella natura che lo circonda e che ha tanta forza su di lui da foggiarlo a sua immagine e somiglianza [...] Dovrebbe essere propria del cinema, poiché più di ogni altra quest'arte parla nello stesso momento a tutti i nostri sensi, la preoccupazione di una autenticità, sia pure fantastica, dei gesti, del clima, in una parola dei fattori che debbono servire ad esprimere tutto il mondo nel quale gli uomini vivono". Questo brano può essere assurto a modello della poetica cinematografica desantisiana: ancora qualche anno e cercherà di concretarla attraverso i suoi film.

DA CACCIA TRAGICA AL PROFESSIONISTA
Nel frattempo De Santis, spinto sempre da Puccini e Pasinetti, aveva iniziato a frequentare il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, un struttura formativa di altissimo livello con docenti del calibro di Umberto Barbaro e Luigi Chiarini. Suoi colleghi erano - tra gli altri - Michelangelo Antonioni, Sergio Sollima, Carla Del Poggio, Massimo Mida Puccini. La gatta è il titolo di un cortometraggio che il cineasta in erba realizzò al Centro nel 1942 con Vittorio Duse come interprete. Ma un paio di anni prima egli aveva già varcato la soglia del cinema (almeno quello scritto) grazie al produttore Giovanni Addessi, un fondano, che gli diede l'incarico di scrivere insieme a Gianni Puccini la sceneggiatura di Don Pasquale, che verrà realizzato da Camillo Mastrocinque nel 1940. Il vero ingresso nel mondo di celluloide lo farà con Ossessione (1943), embrione del cinema neorealista, diretto dal giovane Luchino Visconti. Oltre a co-firmare la sceneggiatura, De Santis fu anche assistente alla regia:"Visconti mi aveva incaricato di curare i "fondi" nelle riprese in esterni ed io cercavo di tessere una sorta di mappa dei lavori quotidiani della gente: dietro le scene coi protagonisti c'erano delle cose che potevano suggerire o alludere a questa o a quell'altra realtà; ma [la vicenda] era impregnata di quotidianità italiana. Una cosa che non si sente nel cinema dei giovani italiani è l'Italia [...] Sono storie che non riguardano mai l'uomo nel suo rapporto con la società, con il territorio".


Per maggiori informazioni su Giuseppe De Santis si può visitare il website http://www.assodesantis.it

 

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