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Fondo
"Luchino Visconti"
(...)
Le Carte di Luchino Visconti sono state donate alla Fondazione dalla
sorella del regista, Uberta Visconti di Modrone, nel 1989. Il fondo
Luchino Visconti è un archivio che documenta il lavoro del regista
nel teatro lirico e di prosa e nel cinema.
Esso comprende circa 10.000 documenti cartacei originali, 5000 lettere
ricevute dal regista, 180 fra copioni, ridu-zioni, soggetti, scalette,
sceneggiature che si sommano ai contratti e a materiale amministrativo,
calendari di lavorazione, dialoghi, appunti vari. Dodicimila sono le
immagini, per la gran parte fotografie di sopralluoghi, set, allestimenti,
prove e spettacoli, alle quali si aggiungono figurini, bozzetti, schizzi
dei movimenti di scena, acquarelli, tempere, disegni. Venti fascicoli
riguardano gli altrettanti spettacoli di melodramma, realizzati fra
il 1954 e il 1973; 44 ricostruiscono gli allestimenti per il teatro
di prosa.
(...)
Estratto da FONDO "LUCHINO VISCONTI"
© Fondo Luchino Visconti
Il brano che segue è ripreso integralmente dalla "Guida
alla consultazione al Fondo Luchino Visconti" a cura di Caterina
d’Amico de Carvalho e Alessandra Favino.
Su questo sito è presente l'"Introduzione
alla Guida alla consultazione".
La guida è disponibile gratuitamente sul sito web della FONDAZIONE
ISTITUTO GRAMSCI - ONLUS
www.gramsci.it/visconti.htm
Il Fondo Luchino Visconti e la Fondazione Istituto Gramsci
L’archivio di Luchino Visconti fu donato alla Fondazione Istituto
Gramsci di Roma su suggerimento di Suso Cecchi d’Amico e Antonello
Trombadori, in ragione principalmente dell’amicizia che aveva
legato il regista all’allora direttore della Fondazione Franco
Ferri fino dai tempi della comune militanza antifascista. Giunto materialmente
in Istituto nel 1987, nel 1988 l’archivio fu corredato da un «Elenco
di documentazione» a cura di Caterina d’Amico e Bruna Conti
e, nel maggio dello stesso anno, dichiarato «di notevole interesse
storico» dalla Soprintendenza ai Beni Archivistici del Lazio.
La donazione venne formalizzata soltanto il 16 marzo del 1989, in calce
all’atto notarile le firme di Ferri e di Uberta Visconti di Modrone,
sorella minore del regista.
L’archivio depositato presso il Gramsci non esaurisce il patrimonio
documentale appartenuto a Visconti, ma raccoglie parte dei documenti
che erano conservati nella casa di via Salaria, nella quale Visconti
non volle più abitare dopo la malattia. Trasferiti per sua volontà
nella casa in costruzione di Castelgandolfo, dopo la sua morte furono
raccolti da Uberta Visconti con l’aiuto di Caterina d’Amico
che si interessò anche di dar loro un’organizzazione intelligibile.
Per questo motivo, al momento di riordinare i materiali, non fu possibile
definire un criterio riconducibile con certezza al loro proprietario.
I molti furti che interessarono i documenti tra il 1972 e il 1976 rendono
inoltre oggi assai difficile farsi un’idea della consistenza originale
dell’archivio che, tuttavia, già al momento della donazione
aveva dimensioni ragguardevoli. Ulteriori incrementi fatti dai familiari,
oltre che da collaboratori e studiosi del regista, hanno accresciuto
nel corso degli anni il già cospicuo corpus iniziale. Oggi il
Fondo Archivistico Luchino Visconti conta «circa 10.000 documenti
cartacei originali, 5.000 lettere ricevute dal regista, 180 tra copioni,
riduzioni, soggetti, scalette, sceneggiature, che si sommano ai contratti
e al materiale amministrativo, calendari di lavorazione, dialoghi, appunti
vari. 12.000 sono le immagini, per la gran parte fotografie di sopralluoghi,
set, allestimenti, prove e spettacoli, alle quali si aggiungono figurini,
bozzetti, schizzi dei movimenti di scena, acquarelli, tempere, disegni».
Oltre ai materiali di competenza archivistica, il lascito originale
comprendeva una parte della biblioteca appartenuta a Visconti, 1.044
volumi di argomento letterario, cinematografico e teatrale e 128 riviste,
oggi raccolti in fondo bibliotecario. La presenza di questa sezione
ha inoltre dato impulso alla creazione di una raccolta dedicata a studi
viscontiani, che conta allo stato attuale circa 200 titoli a disposizione
degli utenti della biblioteca.
Nell’insieme il Fondo Visconti appare quantomeno singolare per
la completezza dei materiali conservati e per la loro varietà
tipologica; eccezion fatta per le rare tracce di tipo privato, documenta
l’attività del regista nel teatro e nel cinema lungo tutto
l’arco della sua carriera professionale, movendo dai primi tentativi
e testimoniando anche di molti progetti non realizzati.
L’importanza della figura e dell’opera di Luchino Visconti
hanno dato fin dall’inizio l’impostazione ad un progetto
di ampio respiro che, contando sul supporto delle nuove tecnologie,
è stato articolato in quattro fasi: la realizzazione di una banca
dati del Fondo; l’acquisizione su disco ottico delle immagini
(documenti e fotografie) e il loro collegamento alle schede descrittive;
la redazione e l’informatizzazione di una guida archivistica del
Fondo, la realizzazione di un portale interattivo che permettesse l’interrogazione
a distanza della banca dati.
L’ordinamento del Fondo ha dato luogo alla creazione di 14 serie
archivistiche. Trattandosi per la maggior parte di materiali riguardanti
l’attività professionale di Visconti, è stata data
la precendenza alla lavorazione delle serie comprendenti i documenti
relativi alla produzione registica, nell’intento di renderli consultabili
in tempi ragionevoli e procrastinando, per il momento, l’inserimento
dei documenti a carattere miscellaneo. Nel frattempo, l’Elenco
di documentazione allegato all’atto notarile ha reso possibile
la consultazione di tutti materiali. Al fine di preservarne la conservazione,
i documenti sono stati inoltre acquisiti su disco ottico; il collegamento
delle immagini alle schede descrittive renderà finalmente possibile
il trasferimento in rete della banca dati.
Parallelamente al lavoro di ordinamento dei documenti la Fondazione
Istituto Gramsci ha promosso iniziative volte ad assolvere il compito
assunto con gli eredi di valorizzare la figura e l’opera di Luchino
Visconti. Convegni, mostre e pubblicazioni hanno rappresentato nell’arco
di un decennio altrettante occasioni per rendere nota l’esistenza
del Fondo e per offrire la visione dei materiali ad un pubblico non
solo specialistico.
La presentazione ufficiale del Fondo Visconti si tenne nell’ambito
di un convegno promosso dalla Fondazione in collaborazione con il Comune
di Roma e con la Terza Università di Roma, nel corso del quale
fu reso noto tra l’altro lo stato dei lavori. Nell’ambito
dello stesso convegno fu presentato il romanzo incompiuto Angelo, rinvenuto
dalla dott.ssa Conti tra i documenti del regista a testimonianza della
sua prima vocazione letteraria. Affidato a René de Ceccatty,
curatore per Gallimard di una collana di ricordi di infanzia di autori
celebri, il romanzo uscì con l’autorizzazione degli eredi
presso l’editore francese e, contemporaneamente, presso gli Editori
Riuniti di Roma e fu in seguito tradotto in varie lingue.
Nel dicembre del 1994, nell’ambito del primo Convegno internazionale
di studi viscontiani organizzato dalla Terza Università di Roma,
la Fondazione Istituto Gramsci curò la presentazione del libro
del maestro F. Mannino, Visconti e la musica, edito da Akedemos &
LIM.
Il 17 marzo del 1996, a vent’anni dalla scomparsa del regista,
di concerto con il Teatro di Roma e il Teatro Eliseo, la Fondazione
Istituto Gramsci organizzò una giornata commemorativa dedicata
a Luchino Visconti e, nel dicembre dello stesso anno, curata per conto
della Fondazione da Caterina d’Amico de Carvalho, fu inaugurata
a Spoleto la mostra Luchino Visconti: gli anni della formazione. Approfondendo
un tema inedito della biografia viscontiana, la mostra mise a disposizione
del pubblico circa 200 fotografie che ripercorrevano la parabola giovanile
del regista dalla nascita (1906) al primo giro di manovella di Ossessione
(1942), attraverso l’infanzia milanese, la frequentazione degli
ambienti culturali e mondani della Parigi anni Trenta, il mondo dell’ippica
e l’incontro con gli intellettuali della rivista «Cinema».
La mostra venne affiancata da una tavola rotonda sul tema dei rapporti
tra Visconti e il neorealismo e ripresentata in seguito in altre occasioni.
Nel 1997 materiali relativi alla preparazione del film Senso sono stati
esposti all’Accademia di Brera diretta da Emilio Tadini, in una
mostra intitolata Senso. Da Boito a Visconti, tappa di un più
ampio progetto dedicato dall’Accademia milanese a Camillo Boito.
Nell’estate del 2000 la Fondazione Istituto Gramsci partecipò
con la concessione di materiali relativi alla ideazione e alla lavorazione
del film Vaghe stelle dell’Orsa, alla mostra Visconti a Volterra.
In occasione del venticinquesimo anniversario della scomparsa del regista
è stato istituito presso la Fondazione Gramsci un Comitato scientifico,
composto da Mino Argentieri, Suso Cecchi d’Amico, Caterina d’Amico,
Chiara Daniele, Carlo Lizzani, Franco Mannino, Lino Miccichè,
Mario Ricciardi, Gianni Rondolino, Elio Testoni, Bruno Torri, Giuseppe
Vacca e preposto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archivistico
del Fondo. Tra le prime iniziative promosse dal Comitato un convegno,
tenutosi nel maggio del 2002 presso il Centro culturale francese di
Milano e intitolato Luchino Visconti intellettuale italiano ed europeo,
che ha visto la partecipazione di studiosi e personalità della
cultura italiana e internazionale.
L’attività editoriale dedicata al regista è proseguita
negli ultimi anni con il cofinanziamento, in collaborazione con la Scuola
Nazionale di Cinema, dell’opera in tre volumi BiblioVisconti,
curata da Antonella Montesi. Avviata su suggerimento del professor Miccichè
quale aggiornamento della bibliografia viscontiana realizzata da Elaine
Mancini nel 1986 (Luchino Visconti. A guide to references and resorces,
G.K.Hall & Co., Boston), la pubblicazione apparve opportuna in ragione
della fioritura negli ultimi anni di un rinnovato interesse tra gli
studiosi per l’opera del regista. Giunta oggi al secondo volume,
BiblioVisconti si articola in tre parti, dedicate rispettivamente a:
interventi viscontiani pubblicati; soggetti, sceneggiature, trattamenti
pubblicati; opere in volume, numeri monografici e dossier di periodici;
saggi e scritti sul regista e sulle sue realizzazioni artistiche (vol.I);
saggi, articoli e recensioni pubblicati su periodici cinematografici
e non; recensioni pubblicate in opere in volume (vol.II); filmografia;
teatrografia; recensioni e articoli pubblicati su quotidiani; mostre
e convegni; premi conferiti a Visconti; tesi di laurea e di dottorato;
realizzazioni televisive dedicate al regista (vol.III).
Accanto alle suddette attività la Fondazione ha concorso in
questi anni, con la concessione dei materiali del Fondo Visconti, alla
realizzazione di pubblicazioni e mostre. Spiccano tra queste il libro
La terra trema, curato di Lino Micciché e pubblicato nel 1993
in occasione del restauro del film, la prima mostra tedesca dedicata
a Visconti, e il museo permanente dedicato al regista presso la Colombaia
di Forio d’Ischia.
Nell’ambito delle pubblicazioni la presente Guida intende porsi
infine come strumento utile alla ricerca, oltre a segnare un traguardo
nel completamento del progetto informatico.
La Fondazione Istituto Gramsci si candida per il futuro a fornire servizi
utili ad ampliare e diffondere le conoscenze sull’opera di Luchino
Visconti.
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