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Francesco
Rosi
Francesco Rosi nacque a Napoli nel 1922. Aiuto regista e sceneggiatore
per Luchino Visconti dal 1946.
Come regista esordì nel 1958 con La sfida. Influenzato dal neorealismo
cercò di rappresentare problemi politici e sociali, molti film
sono, infatti, ispirati a eventi realmente accaduti come Salvatore Giuliano
(1962), Le mani sulla città (1963), Uomini contro (1971), Un
anno sull'altopiano, Il caso Mattei (1972).
Ricordiamo inoltre alcuni adattamenti cinematografici di opere letterarie,
Cristo si è fermato a Eboli (1979), tratto dal romanzo di Carlo
Levi, Cadaveri eccellenti (1975), ispirato a Il contesto (1971) di Leonardo
Sciascia, Cronaca di una morte annunciata (1987), dal romanzo di Gabriel
García Márquez, Dimenticare Palermo (1990), dal romanzo
di Edmonde Charles-Roux e La tregua (1997), dal romanzo di Primo Levi.
La
terra trema
Articolo di Francesco Rosi
...In principio, Visconti aveva intenzione di fare non uno, ma tre
film; anzi, diceva, tre documentari: uno sui pescatori, uno sui contadini
e uno sui minatori. Tutti e tre in Sicilia, sulla Sicilia. Tutti e tre,
aspetti diversi della stessa lotta di esclusi contro le avversità
degli uomini e delle cose. L'intenzione di portare a termine gli episodi
della trilogia sul mare, sulla terra e sulla miniera di zolfo effettivamente
c'era in Visconti; ma quello che io credo sicuramente prima di tutto
desiderasse era fare un film da I Malavoglia di Verga. E siccome il
tema di quel romanzo coincideva con quello che sarebbe stato l'episodio
del mare nella trilogia, parte comunque, nel 1947, per girare un documentario
sui pescatori, ad Acitrezza, paese di 'Ntoni e dei vinti di Giovanni
Verga. I soldi erano pochi, pochissimi...
. ..Quindi la composizione della troupe era quella per un documentario.
Non c'erano scenografo, costumista, arre-datore, script, aiuti ed assistenti
dei vari reparti. Non c'erano segretarie e segretari. Non c'erano grù,
nè dolly, ma una Debrie 300 e pochi metri di carrello...
...Non c'era sceneggiatura, quindi non c'era piano di lavorazione e
neppure preventivo. In più, dei pochissimi elementi che componevano
la troupe, per lo meno un terzo non aveva mai fatto cinema: il direttore
della fotografia, gli aiuti-registi, l'ispettore di produzione...
...La Terra Trema fu un'avventura. Ma non pericolosa nè catastrofica.
Una felice ed esaltante, anche se dura, esperienza di lavoro per chi
ebbe la fortuna di parteciparvi, un'opera fondamentale per la storia
del cinema...
...Gli attori furono tutti scelti tra i pescatori e la gente di Acitrezza.
Ma Visconti non si accontentava dell'autenticità dell'uomo della
strada. Da quella gente semplice e ignara delle regole del mestiere
dello spettacolo, esigeva la disciplina e il dominio del mezzo che solo
un attore professionista avrebbe potuto avere. Il film veniva girato
in presa diretta e la recitazione era considerata non una transizione
per una fase successiva, la sincronizzazione, ma il momento definitivo,
immodificabile. Pretendeva, e ci riusciva, riprodurre, mitizzati già
dall'atto creativo, alcuni momenti del comportamento reale di quelle
persone che, quasi naturalmente, finirono poco a poco per identificarsi
nei personaggi della sua finzione. I dialoghi li scriveva con l'aiuto
degli stessi attori che gli comunicavano la maniera più vera
di come avrebbero espresso nella vita quei sentimenti che egli andava
loro proponendo per lo sviluppo della sua storia. Naturalmente un metodo
simile presuppone poca preoccupazione del tempo: la lavora-zione del
film richiese sei mesi di riprese...
...La troupe, come quasi sempre una troupe di cinema, era un mondo eccezionale...Visconti
poteva chiedere l'impossibile, lo otteneva. Un giorno gli venne voglia
di riprendere la scena con un movimento di grù. La grù
non c'era, come ho detto...
... E in qualche ora di lavoro, con l'aiuto dei carpentieri costruttori
di barche, fu pronta una grù di legno, una stupenda macchina
leonardesca...Oggi tutto ciò appare più che normale. Ad
Acitrezza, trenta anni fa, con a disposizione i mezzi per un documentario,
aveva del miracoloso...
...La gente del paese partecipava a questa continua improvvisazione:
dava una mano ai macchinisti o agli elettricisti, qualcuno cominci?
ad aiutare Zeffirelli e me per i movimenti delle comparse di fondo.
I pescatori, i grossisti rivenditori di pesce, i muratori, tutti si
dividevano tra il loro lavoro reale, quello di scena come attore, e
quello fuori scena, senza che ci fosse il minimo accenno di alienazione...
...Quando tutto era pronto, si girava il rientro delle barche dalla
pesca notturna: un concentrato di movimenti dal mare, rintocchi di campana
da terra, voci dalle barche annuncianti l'esito della pesca e voci di
risposta dal molo, dei grossisti e dei rivenditori. Una magia che durava
qualche minuto. Poi, tutto da capo. Poi, il sole si faceva più
forte, la luce non era più quella giusta e allora si passava
a un'altra sequenza; tra l'una e l'altra c'era un momento di pausa:
il caffè e un panino nell'osteria delle ragazze Giammona, le
attrici del film, che recitavano, ci servivano a tavola e tornavano
a recitare...
...E siamo arrivati alla fine, all'uscita del film al Festival di Venezia.
Indimenticabile serata...
... Per G. Sadoul, il maggiore dei critici francesi del tempo, La terra
trema è: una grande opera del realismo costruita come un romanzo
e priva del sentimentalismo di altre opere di quel periodo".
© Francesco Rosi
Incontri con il cinema italiano
Rosi Francesco; Iannucci A. A., Sciascia, 2003
Libro
disponibile presso IBS Italia
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