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racconta la Callas
LA CALLAS E LA RECITAZIONE NEL MELODRAMMA
di Luchino Visconti
(...)
Questa riforma del metodo di immedesimazione coinvolge anche il cantante-attore,
ma evidentemente un po' meno, no? La recitazione lirica, melodrammatica,
è diversa; è una recitazione enfatica, nella quale vanno
sottolineate certe cose. E diretta con un metodo diverso da quello che
si usa in prosa.
Certo, esistono casi come quello di Maria Callas, per esempio. Siccome
Maria Callas ha un temperamento di attrice oltre che di grande cantante,
ha un temperamento di grande tragica, in quel caso subentra anche un
lavoro di profondità, come per un attore di prosa.
La Traviata, per esempio, con Maria mi ha consentito di fare un lavoro
come sarebbe stato con un'attrice di prosa, con Edvige Feuillère,
per dire; forse perché il personaggio si prestava più
che altri; poi perché la Callas ha un temperamento sul quale
si lavora con grandissimo piacere, ma pur sempre con una certa deformazione
rispetto alla prosa.
Si sa bene che il melodramma richiede una specie di dilatazione dei
sentimenti, dei gesti, degli atteggiamenti, ecc. Con la Callas si può
arrivare a tutto ciò con molta facilità, perché
lei vi è portata, però con un controllo, con una finezza,
con un gusto straordinari... al contrario di molti altri cantanti per
i quali il cantare un'opera è una cosa definita da tre o quattro
gesti di maniera, che ripetono per tutto il corso dello spettacolo.
Ora, quello che feci con la Callas ebbi poi l'occasione di ripetere
con altri cantanti, come per esempio, la Brouwenstijn nel Don Carlo
a Londra; come la Simionato nella Bolena; come la Tosini nel Duca d'Alba
o come la Vartenissian nel Macbeth. Cioè, lo stesso metodo lo
applicai anche con altre, cantanti di valore che avevano anche la sensibilità
dell'attrice. Anche quest'anno con la Margaret per Salomé.
Evidentemente, su quel piano, oggi, sono molto migliorati tutti i cantanti.
Facciamo l'esempio di quel George che faceva Erode in Salomé.
Quello, per me, è un grandissimo attore: è già
attore lui come natura, perché oggi vengono su già con
l'esigenza di recitare, oltre che di cantare. Tutto ciò dipende
da una revisione dello spettacolo lirico non solo in Italia ma in tutto
il mondo. Revisione e ringiovanimento del materiale melodrammatico,
insomma.
(...)
© D'Amico de Carvaiho C. e Renzi R., II
mio teatro, Cappelli, Bologna 1979.
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