iconVisconti al Teatro Eliseo
Estratto dalla storia del teatro Eliseo

1945
La Compagnia del teatro presenta il 30 gennaio per la prima volta in Italia, "I parenti terribili", la commedia scritta nel 1936 da Jean Cocteau per Jean Marais. Spettacolo di grande sensazione, successo addirittura clamoroso, tanto da aprire la strada a un nuovo teatro nel nostro Paese.
Regista Luchino Visconti, nome assolutamente nuovo per il teatro, il quale si impone per la cura meticolosa dell'allestimento e della recitazione, per il modo "diverso", veramente "nuovo", di realizzazione della macchina scenica. È come una bomba che scuote all'improvviso dalle fondamenta.
Non è tanto il dramma a impressionare (decadente, e anche rapidamente invecchiato, a detta di Massimo Bontempelli) quanto la stupenda esecuzione, la precisa, gelosa, sagace precisione della direzione registica, l'interpretazione di Antonio Pierfederici nell'arduo ruolo di Michel, la potente, travolgente interpretazione di Andreina Pagnani, straordinaria Yvonne, madre morfinomane, morbosamente attaccata al figlio adolescente. 14 chiamate al primo atto, 16 al secondo, 20 al terzo, come si legge nella cronaca di G. Di Brizio su "Il Giornale del Mattino".
Il lungo conflitto si fa ancora sentire, la normalità non è tornata. Permangono grosse difficoltà. Roma è sì liberata ma la guerra, nei primi mesi del '45, non è ancora terminata, ferma al nord sulla Linea gotica e in Europa sul Reno, prima del rush finale. La città continua a vivere in regime di coprifuoco e di razionamenti, priva di energia elettrica e la gente non circolava volentieri la sera.
Ciò nonostante, il teatro non si arrende, i suoi spettacoli cominciano alle 16 per finire alle 21. Le rappresentazioni all'Eliseo sono affollatissime con spettatori assetati di novità. Numerosi i disagi. Il sipario si alzava alle 16, mentre per le esigenze di scena l'energia elettrica era fornita da una falciatrice a vapore messa in azione nel cortile del teatro e collegata a una turbina. Problemi che nulla tolgono all'effetto dirompente de "I parenti terribili" che viene subito ritenuto il punto di partenza e di riferimento per le successive esperienze della regia in Italia, comprese quelle che di lì a poco si sarebbero avute con la nascita a Milano del Piccolo.(...)

1946
Torna nel teatro romano, dopo una parentesi milanese, Luchino Visconti con "La via del tabacco" di John Kirkland, dal romanzo di Erskine Caldwell, interpretato, fra gli altri, da Laura Adani ed Ernesto Calindri. Nasce la leggenda del regista esigente e durissimo. (...)

L'Eliseo intanto diventa "Casa della compagnia italiana di prosa diretta da Luchino Visconti" che esordisce il 12 novembre con "Delitto e castigo" di Gaston Baty, da Dostoevskij, monumentale riduzione in 24 quadri. L'organico è formato da Rina Morelli, Paolo Stoppa, Mariella Lotti, Giorgio De Lullo, Tatiana Pavlova.
Il secondo spettacolo della compagnia è "Zoo di vetro" di Tennessee Williams, che debutta il 12 dicembre. Per il ruolo di Amanda Wingfield Visconti rilancia Tatiana Pavlova, prestigiosa attrice e insegnante all'Accademia, messa da parte nel dopoguerra poiché moglie di un gerarca fascista.

Luchino Visconti  al Teatro Eliseo
Luchino Visconti al Teatro Eliseo - Stagione 1946-1947

1948
Colossale allestimento shakespeariano di Visconti: per "Rosalinda (o come vi piace)", realizzato con pomposo fasto. Al botteghino si fa la fila per vederlo. Per lo spettacolo, Salvador Dalì disegna figurini bellissimi dove trionfano insieme un barocco spagnoleggiante e un surrealismo tutto novecentesco.
Protagonisti Ruggero Ruggeri, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Vittorio Gassman, Ferruccio Amendola, Sergio Fantoni e Marcello Mastroianni (quest'ultimo nei panni di "un signore al seguito del Duca"). (...)

1949
"Prima" italiana ed europea di "Un tram che si chiama desiderio" di Tennessee Williams. Un debutto con i fiocchi, degno del nome di Luchino Visconti che corre ormai sulla bocca di tutti, con attori quali Rina Morelli (nel ruolo di Blanche), Vittorio Gassman, Vivi Gioi e Marcello Mastroianni.
Lungo appuntamento con Eduardo, dal 31 gennaio al 25 aprile, che vi recita "Le voci di dentro" in cui ancora una volta fonde con bravura il drammatico, il melodrammatico, la tagliente ironia, la satira irridente, la piena comicità.

1951
Tutti gli occhi puntati su "Morte di un commesso viaggiatore" di Arthur Miller in "prima" italiana ed europea il 10 febbraio. Regia di Luchino Visconti con protagonisti Paolo Stoppa e Rina Morelli, (rispettivamente Willy Loman e sua moglie), e con Giorgio De Lullo e Marcello Mastroianni, i due migliori attori giovani del momento, nelle parti di figli. (...)

1952
Clamorosa regia di Luchino Visconti per "La locandiera" di Carlo Goldoni. Una svolta realistica del celebre lavoro che porta a un assoluto rinnovamento del modo di mettere in scena il mondo goldoniano. Le scene sono di Piero Tosi che contribuisce a ripulire la commedia dalle incrostazioni di maniera.
Visconti, più che mai grande protagonista della regia teatrale italiana, il 20 dicembre presenta "Le tre sorelle" di Anton Cecov, allestimento di lusso con un cast fra i più imponenti in cui ci sono Rina Morelli, nel ruolo di Irina, Paolo Stoppa, Sarah Ferrati, Memo Benassi, Giorgio De Lulllo, Sandro Ruffini, Marcello Mastroianni e Rossella Falk. (...)

1953
Memo Benassi recita "Il tabacco fa male " di Cechov, diretto da Luchino Visconti.(...)

1955
Nuovo rilevante spettacolo cecoviano di Luchino Visconti: "Zio Vania". Debutta per le feste, il 20 dicembre. Ne sono interpreti Rina Morelli (stupenda Sonia), Paolo Stoppa, Marcello Mastroianni, ed Eleonora Rossi Drago, seducente Elena Andreievna, per l'occasione sottratta al cinema. (...)

1957
Ritorna il commediografo americano Arthur Miller del quale Luchino Visconti mette in scena "Uno sguardo dal ponte". Spettacolare debutto il 18 gennaio con un cast di primissimo ordine in cui figurano Paolo Stoppa, nella parte di Eddie Carbone lo scaricatore italiano di Brooklyn, Rina Morelli, Marcello Giorda, Sergio Fantoni, Ilaria Occhini e Corrado Pani. (...)
Sul finire dell'anno nuovo incontro di Luchino Visconti con Carlo Goldoni: va in scena "L'impresario delle Smirne", estrosamente interpretato da Paolo Stoppa nel ruolo di Ali', turco, impresario d'opera. Le musiche sono di Nino Rota. (...)

1959
Una novità italiana è di Diego Fabbri, si intitola "Figli d'arte", si avvale della regia di Luchino Visconti e dell'interpretazione di Paolo Stoppa e Rina Morelli. (...)

1960
Vera e propria battaglia, come ai vecchi tempi, per "L'Arialda" di Giovanni Testori. La "prima" (il 20 dicembre) è contrastatissima per ragioni moralistiche (la si ritiene oscena per gli accenni all'omosessualità e per lo sfondo ossessivo e immorale). Per Luchino Visconti, che ne cura la regia, è una sfida che divide in due l'opinione pubblica. Più o meno, fa il paio con quanto accaduto in campo cinematografico per "Rocco e i suoi fratelli", anch'esso diretto da Luchino Visconti e ispirato a un racconto di Testori. Interpreti del lavoro (che verrà vietato quando nel febbraio del '61 debutterà a Milano) Rina Morelli, Paolo Stoppa, Umberto Orsini, Marino Masè, Pupella Maggio e Valeria Moriconi. (...)

© Nuova Teatro Eliseo. - www.teatroeliseo.it


 
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