iconLuchino Visconti a Villa Erba

E' in fase di realizzazione nelle sale della Villa Antica una mostra con tema: "Luchino Visconti a Villa Erba". La mostra ha l'intento di ricreare l'atmosfera della villa agli inizi del secolo attraverso un'attenta ricostruzione di parte del suo arredo e la proiezione di documentari dedicati al regista.

Luchino Visconti a Villa Erba

Il brano che segue è ripreso integralmente dal sito web:
http://www.luchinovisconti.villaerba.it
© Villa Erba

"Villa Erba è una casa che noi amiamo moltissimo, una vera villa lombarda, tanto cara. Ci riuniremo tutti là, fratelli e sorelle e sarà come al tempo in cui eravamo bambini e vivevamo all'ombra di nostra madre".
E' così che Luchino Visconti, regista già affermato e capostipite di quel "neo-realismo" che ha proiettato il cinema italiano degli anni '40-'50 in una dimensione prima europea e poi mondiale, descrive Villa Erba, divenuta la dimora abituale dell'amata madre Carla Erba, dopo la separazione dal marito Giuseppe Visconti di Modrone.

L'atmosfera della Villa e del suo parco riporta il regista agli anni giovanili, quando era solito soggiornarvi per il periodo estivo: "Giorni felici, in riva al lago, facevamo progetti e puntualmente scoppiava il temporale. Contrariati, restavamo in silenzio attaccati ai vetri già rigati di pioggia. Una tempesta distrusse l'albero più bello del giardino. Tutto è ancora vivo, presente in me. Qualche volta si dormiva sull'erba nel letargo pomeridiano, in un fremito di grilli e cicale. A sera porgevamo ai genitori il viso stanco di sonno. Ci addormentavamo appena alzati da tavola, tanto avevamo corso".

Quest'atmosfera giocosa e gioviale che donava nuova luce alla villa al termine dell'anno scolastico e l'avvento delle vacanze estive è confermata da Giulio Origgi, figlio del custode della Villa e per molti anni residente in una delle tre portinerie del parco. Origgi, coetaneo di Donna Uberta, sorella minore di Luchino, ricorda lo splendore della villa agli inizi del XX secolo e il meraviglioso parco dove i Visconti e gli stessi figli del personale di servizio erano soliti passare i loro pomeriggi di svago, mentre i genitori ricevevano ospiti e personalità comasche e dell'aristocrazia milanese per un tè o per pranzi preparati sempre con molta cura.

La presenza in villa di Luchino si ridusse drasticamente dopo la morte della madre nel 1939. Rimase comunque una gradita dimora e il regista vi soggiornava, ospite del fratello Edoardo, prima di recarsi alla Mostra di Venezia. Le sale della villa hanno ospitato in quegli anni tutti i maggiori amici e colleghi del regista: Franco Zeffirelli, Helmut Berger, Alain Delon, sempre accolti con grande curiosità e altrettanta gentilezza dalla servitù, che vedeva in Luchino ancora quel giovane che, nelle calde estati lariane, amava cospargersi di talco e farina insieme ai fratelli e imitare le statue neo-classiche che ornavano la balaustra della darsena, per poi gettarsi nel lago al passaggio di esterrefatti turisti in battello.

Per maggiori informazioni:
http://www.luchinovisconti.villaerba.it





 
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